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Un convegno centrato sulla prevenzione relazionale è progetto ambizioso, e queste presuntuose righe assolvono il compito di invitarvi a trascorrere una giornata con noi: riteniamo la condivisione un’esperienza dalle grandi potenzialità ed è con voi che ci piacerebbe esplorarne alcune. I RELATORI
Siamo professionisti di diversa formazione che operano in ambiti differenti (educatori, medici, sacerdoti, psicologi, allenatori, formatori...genitori...figli...!) che si sono confrontati e si confrontano circa le proprie esperienze, lavorative e umane, in particolare con ragazzi adolescenti. IL TEMA: L’ADOLESCENZA
Abbiamo scelto l’adolescenza come terreno di confronto in quanto ci siamo trovati concordi nel ritenerla termometro indicativo dell’attuale realtà sociale e culturale. Crocevia cui giungono e da cui si dipartono diverse strade, questa fase della vita è delicato periodo di transizione e di cambiamenti: appoggiamo gli abiti da bambini e dobbiamo scegliere il nostro guardaroba da adulti. È il momento in cui si prende coscienza di come le nostre scelte comincino a comportare conseguenze più concrete e meno “protette” nella nostra vita, inclusa quella di relazione. La nostra emotività si ritrova esposta e sottoposta ad un reticolo di pressioni e aspettative, sia esterne che interne. L’ambiente sociale e culturale, come i nostri stessi obiettivi e valori possono offrire una valida motivazione, ma anche costituire un peso eccessivo e fuorviarci. Trovare la propria strada può risultare assai impegnativo. IMPORTANZA DELLE RELAZIONI
Ponendo a confronto esperienze e competenze professionali e umane, abbiamo colto più punti di incontro che di lontananza. Ciascuno di noi è profondamente influenzato dai propri tempi, dai propri luoghi, dalla propria realtà familiare, sociale, culturale in cui è cresciuto e opera. Pur provenendo da differenti specificità, ci siamo trovati nel riconoscere l’importanza della relazione nel facilitare o ostacolare il contatto con noi stessi e con le nostre scelte. E dal momento che cimentarsi con questa dimensione è un impegno notevole anche per chi svolge il delicato compito di fornire indicazioni, soprattutto su un punto ci siamo trovati concordi: la “responsabilità”. Con questo termine intendiamo una domanda talvolta assai scomoda ma che è utile porsi: qual è il mio attuale contributo a questa relazione? Che cosa sto concretamente facendo affinché le cose vadano proprio così come stanno andando? Questa dimensione, la responsabilità, riguarda in ogni momento ciascuno di noi e ricorda molto l’annosa questione della pagliuzza e della trave... Ogni relatore, allora, vi narrerà di come si sia reso conto delle proprie scelte e delle loro conseguenze e la narrazione sarà veicolo per trasmettere informazioni e nozioni. Principalmente concetti operativi, pragmatici; a volte semplicemente scampoli di buon senso. In ogni caso, si tratta di aspetti con cui ci confrontiamo quotidianamente. PREVENZIONE RELAZIONALE
Nella veste di psicologo (con un linguaggio più tecnico ma mi auguro privo di “tecnicismi”) riscontro continuamente come le relazioni che si strutturano intorno ad una persona portatrice di un disagio psicologico, rischino spesso di sostenere il sintomo, di colludere con tale disagio e, paradossalmente, finire col mantenerlo. A volte ciò accade proprio quando i protagonisti sono mossi dalle migliori intenzioni. Proprio quest’ultima constatazione, la più importante, ci spinge a sottolineare la necessità di adoperarsi per porre in essere una reale prevenzione relazionale . La nostra è una società che presenta molti aspetti contraddittori, quando non paradossali. Gli insegnanti delle scuole sono pagati assai poco in rapporto alla delicatezza del compito formativo che devono assolvere. Il disagio psicologico viene affrontato dalle istituzioni sanitarie con un approccio “contenitivo”, raramente terapeutico e praticamente mai preventivo. Insomma, la nostra società parrebbe orientata ad investire le proprie risorse molto di più nel riparare che nel costruire. In questo quadro, le famiglie non sempre ricevono sostegno e indicazioni chiare per affrontare l’impegno di accompagnare i ragazzi nella loro formazione. UNA LUNGA GIORNATA
In ultimo, ci preme riportare alcune considerazioni “economiche”. La giornata sarà lunga e impegnativa (in realtà, siamo così presi dall’argomento da rischiare di essere presuntuosi e ritenere che il tempo trascorrerà velocemente senza lasciarvi strascichi di stanchezza) ed è stata nostra premura preparare un’accoglienza che faciliti il più possibile il cammino di tutti i partecipanti. Il centro SGM ci ha offerto ospitalità completa in ogni aspetto: ecco la ragione per cui vi chiediamo una quota di partecipazione ed ecco il motivo per cui ve la chiediamo anticipatamente. Luca Strambi |